Piccoli mondi

Data

9 > 26 settembre

Ora

dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 21.00

Luogo

Sala dei Giuristi - Bergamo

installazione di Roberto Ghezzi, a cura di  Erika Lacava

 

La proposta di un’installazione di un’opera site specific dell’artista cortonese Roberto Ghezzi nasce dalla comunione di intenti tra la sua ricerca artistica e la missione del festival: valorizzare il paesaggio in tutta la sua diversità, vivere il paesaggio senza invadenze, in una dimensione naturale tutta da riscoprire. 

 

Il lavoro di Roberto Ghezzi da anni è incentrato sull’incontro a-conflittuale tra uomo e natura, in cui l’artista presta alla natura i suoi strumenti: una tela, in senso non metaforico, un supporto vergine da lui preparato ed installato nel luogo scelto per la “creazione”. Qui l’artista lascia che la natura “operi” nel tempo, con i tempi lunghi che contraddistinguono il ciclo naturale delle cose. Una dimensione in cui Uomo e Ambiente entrano in profonda ed originale connessione.

 

Una collaborazione inedita in cui il paesaggio lascia la sua traccia sull’opera attraverso detriti portati dall’acqua, dal vento, impressione del sole e del pigmento vegetale, sfregamenti delle acque durante il loro passaggio. 

 

Un progetto che ha portato l’artista a viaggiare in tutto il mondo, dall’Alaska all’Islanda, al Sudafrica, alla Norvegia, alla Tunisia e alla Patagonia.

 

In questi viaggi, da questi incontri, l’artista raccoglie semi, foglie, rami, frammenti di paesaggio rubati attraverso cui si può ricostruire la memoria del viaggio: piccoli amuleti del tempo e del luogo per ri-trasportarci nell’altrove. I materiali naturali, raccolti in paesaggi differenti d’Italia e del mondo, sono poi stabilizzati e riassemblati all’interno di piccole scatole cubiche in plexiglass delle dimensioni di 5-10 cm l’una, riportanti sul fondo le coordinate GPS del punto di raccolta.

 

L’installazione site specific realizzata da Roberto Ghezzi nella Sala dei Giuristi è costituita dall'insieme di una trentina di queste opere, denominate "Piccoli mondi", illuminate con luci led e adagiate su un tessuto nero ignifugo: oggetti materici in cui la natura rappresenta se stessa senza mediazioni. 
 
 
Trasporle insieme in un luogo, ravvicinate le une alle altre, a ricordare viaggi e terre lontane, è come compiere una piccola operazione di cosmogonia: è generare un paesaggio immaginario ex novo, ideale e universale, formato da frammenti di reale.
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Roberto Ghezzi

Nato a Cortona nel 1978, dove attualmente vive e lavora. 

 

La sua formazione ha avvio all’interno dello studio di scultura di famiglia e si perfeziona all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Inizia ad esporre negli anni Novanta e i suoi esordi sono legati alla pittura. Tutta la sua produzione è fondata sul forte interesse per il paesaggio naturale, che, agli inizi, egli indaga sia attraverso la rappresentazione pittorica, che mediante sperimentazioni “sul campo”, a contatto diretto con l’ambiente naturale. 
Si tratta di uno studio portato avanti nel corso di un decennio, che muovendo da un approccio scientifico di esame approfondito della realtà organica, assume forma concettuale attraverso la materia. 

 

In occasione della personale Physis, alla Galleria di Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, presenta per la prima volta al pubblico opere legate alla suddetta ricerca, maturata negli anni. Creazioni inedite, che nascono da studi e sperimentazioni su luoghi naturali, spesso incontaminati, e il cui titolo Naturografie© ha in sé il concetto fondante sia del risultato finale, che del processo. 

 

Quest’ultimo è parte integrante dell’opera, in un viaggio all’origine del rapporto tra artista e natura, dove il supporto è spazio di comunione tra essi. L’artista crea con la natura, ma, al tempo stesso sovraintende ad ogni fase della creazione: dalla determinazione delle variabili iniziali, al fattore tempo, fino alla forma finale.